Vincezo Mollica

Raccontare il Festival di Sanremo come se fosse un'opera pop o meglio di quella pop art che spesso ci ha fatto capire più di tante altre espressioni il senso o il non senso della nostra contemporaneità.

Non ci aveva pensato mai nessuno di mettere in piedi una mostra per raccontare il Festival della canzone italiana, attraverso momenti e curiosità, oggetti e feticci, che restituissero il valore artistico e popolare, senza dimenticare l'evoluzione del costume, che si specchia in questa manifestazione, non a caso citata come esempio perfetto di pop art.

Così Pepi Morgia ha pensato la sua mostra sul Festival, come se stesse esponendo dei quadri concettuali sui sessant'anni di storia passati, in totale libertà, senza cadere nel tranello dei facili didascalismi o peggio ancora in quello degli archivi polverosi che vengono aperti.

Tutto quello che è stato vive senza tempo nella mostra di Morgia, tutte le canzoni risuonano come se fossero state scritte oggi, tutti i cantanti cantano come in un inesauribile presente.
I migliori trucchi che ci regala la memoria sono proprio quelli in cui ci fa perdere la cognizione del tempo, in cui ci stordisce di emozioni, cancellando le parole passato, presente e futuro.


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Le biografie

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